REGOLAMENTO

Il regolamento interno regola i rapporti fra il Consorzio e i soci. 
A seguito del trasferimento della attività dalla Regione Lazio alla Regione Abruzzo il Regolamento consortile è in fase di rielaborazione.



REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO

 

Art. 1 - Campo di applicazione del regolamento

Il funzionamento tecnico-amministrativo del consorzio è retto, oltre che dalle disposizioni dell'atto costitutivo e dallo statuto, dal presente regolamento che vincola tutti i consorziati e forma parte integrante del contratto del consorzio.

Il presente regolamento si applica anche, per estensione, a tutti i beneficiari della PIF della Regione Lazio denominata V.A.L.E. (Valorizzazione Ambientale per il Legno e l’Energia).

I beneficiari non soci dovranno sottoscrivere il presente regolamento per accettazione. I beneficiari non soci che hanno forma societaria dovranno approvare il presente regolamento nei loro organi statutari (Consigli di Amministrazione, Assemblea dei soci, ecc.).

Si conferma nel presente regolamento quanto previsto dall’art. 5 dell’atto costitutivo del Consorzio del 5 febbraio 2009 e precisamente: “I consorziati si impegnano a far aderire al Consorzio su loro richiesta tutti i beneficiari del progetto di Filiera omonimo così come definiti dalla successiva approvazione della Regione Lazio”.

 

Art. 2 - Attività

Il consorzio ha per oggetto sociale quanto previsto dall’art. 2 dello statuto, e pertanto può esercitare tutte le attività connesse al raggiungimento di tale obbiettivo.

 

Art. 3 - Operazioni

Per il raggiungimento dei propri scopi sociali il consorzio potrà compiere tutte le operazioni immobiliari, mobiliari e finanziarie, funzionalmente connesse con la realizzazione dello scopo sociale, ivi compresa la stipulazione con qualsiasi persona fisica o giuridica, società od ente, di aperture di credito, anticipazioni bancarie, sconti, fidi bancari, mutui ed in genere ogni operazione di finanziamento ed assicurazione.

Il consorzio potrà concedere avalli, fidejussioni, ipoteche ed in genere garanzie a favore e nell'interesse dei consorziati, nonché esercitare qualsiasi attività ed effettuare qualsiasi operazione ritenuta dal consiglio di amministrazione necessaria ed utile per il conseguimento degli scopi sociali.

Nessuna operazione che comporti assunzione di responsabilità verso terzi potrà essere iniziata dal consorzio se in precedenza i consorziati interessati alla operazione non abbiano dato idonee garanzie provvedendo al finanziamento dell'operazione stessa ed alla copertura di ogni rischio ad essa relativo, oppure fornendo adeguata cauzione, oppure in altro modo idoneo eventualmente stabilito dal regolamento circa l'adempimento da parte loro delle rispettive obbligazioni che essi assumono verso il consorzio.

 

Art. 4 - Svolgimento dei compiti

A norma di statuto il Consiglio di amministrazione è investito dei poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. E’ quindi compito del Consiglio di Amministrazione, in applicazione dello statuto e del presente regolamento, definire le attività da svolgere e i soggetti incaricati di realizzare le attività.

 

Art. 5 – Modalità di azione del Consorzio

Il consorzio opera secondo due modalità:

a)    modalità di promozione e/o azione diretta (con realizzazione in economia o attraverso l’affidamento delle attività ai soci)

b)    modalità operativa “su mandato dei soci”

 

Art. 6 – Modalità di azione “su mandato dei soci”

Il consorzio è autorizzato ad agire per conto dei soci in base alla sua natura consortile – mutualistica.

Inoltre, essendo l’agire del Consorzio per conto delle consorziate connaturato alla natura consortile – mutualistica dello stesso consorzio, ed avendo il socio nel momento in cui ha deliberato l’adesione al Consorzio espressamente accettato le previsioni statutarie dello stesso, tale modalità si considera estesa a tutte le altre attività realizzate dal Consorzio anche senza necessità di ulteriori delibere.

 

Art. 7 - Esecuzione delle attività consortili

Per tutte le attività di cui allo statuto e al presente regolamento, operative, tecniche o amministrative, o comunque realizzate dal consorzio, il consorzio stesso provvede di norma attraverso l’opera delle strutture socie.

Il consorzio potrà anche, ove accertasse la indisponibilità delle associate, provvedere anche utilizzando l’opera di terzi o i beni e le attrezzature di enti, di privati, di imprese messi a disposizione mediante appositi incarichi o convenzioni.

Il consorzio potrà inoltre, ove accertasse la indisponibilità delle associate, affidare incarichi professionali.

 

Art. 8 - Vincoli associativi

Il vincolo associativo è limitato alle previsioni statutarie e del presente regolamento.

 

Art. 9 – Gestione del PIF LAZIO VALE – Impegni del Consorzio

IL CONSORZIO SI IMPEGNA:

      A sottoscrivere un formale accordo di cui all’art. 7 del Bando Progettazione integrata di Filiera pubblicato sul BURL n. 21 del 7-06-2008 con tutti i beneficiari sia soci e non soci;

      A rappresentare in esclusiva tutti i partecipanti alla PIF nei confronti dell’Autorità di gestione per tutte le operazioni e gli atti di qualsiasi natura dipendenti dalla realizzazione del progetto integrato di filiera;

      A garantire il rispetto del principio di concorrenza tra gli operatori economici favorendo la libera partecipazione di tutti gli interessati;

      A informare la parti sociali interessate alla filiera, circa i contenuti e le finalità del progetto che intende presentare per il finanziamento;  

      A verificare che gli interventi proposti da ogni singolo beneficiario siano coerenti e compatibili con gli obiettivi del progetto integrato di filiera;

 

Art. 10 – Gestione del PIF LAZIO VALE – Attività del Consorzio

IL CONSORZIO SVOLGE LE SEGUENTI ATTIVITA:

      Elaborazione del progetto definitivo e presentazione all’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio nel rispetto di quanto indicato all’art. 14 del Bando Progettazione integrata di Filiera pubblicato sul BURL n. 21 del 7-06-2008;

      Coordinamento operativo della PIF attraverso la pianificazione, monitoraggio e il controllo dell’attuazione dei programmi di investimenti e delle attività dei singoli aderenti, finalizzato al buon esito del progetto;

      Gestione dei rapporti con le autorità/istituzioni regionali gestori del Programma e con altri soggetti partecipanti non beneficiari.

 

Art. 11 – Gestione del PIF LAZIO VALE – Funzioni del Consorzio

IL CONSORZIO SVOLGE LE SEGUENTI FUNZIONI:

      la responsabilità ed il coordinamento generale del progetto;

      il coordinamento dei rapporti finanziari con la Regione Lazio; 

      il coordinamento amministrativo e segretariale del progetto;

      il coordinamento nella predisposizione dei rapporti di monitoraggio fisico e di spesa e degli altri documenti necessari alla realizzazione del progetto;

      il coordinamento nella predisposizione della relazione finale.

 

Art. 12 – Gestione del PIF LAZIO VALE – Impegni del beneficiario

IL SOGGETTO BENEFICIARIO (socio o non socio) SI IMPEGNA:

      A sottoscrivere il formale accordo con il consorzio di cui all’art. 7 del Bando Progettazione integrata di Filiera pubblicato sul BURL n. 21 del 7-06-2008; 

      A dare mandato, speciale gratuito e irrevocabile, al Consorzio, per mezzo di scrittura privata autenticata, prima della presentazione del progetto definitivo;

      A effettuare gli investimenti di cui al formale accordo di cui all’art. 7 del Bando Progettazione integrata di Filiera pubblicato sul BURL n. 21 del 7-06-2008;

      A non presentare domande per l’adesione a bandi per soggetti individuali per accedere alle stesse misure attivate nell’ambito della Progettazione integrata fino alla completa realizzazione del progetto integrato di filiera.

 

Art. 13 – Gestione del PIF LAZIO VALE – Requisiti del beneficiario e degli investimenti

IL BENEFICIARIO (socio o non socio) DOVRA’:

      possedere tutti i requisiti e le condizioni di ammissibilità previste in tutte le misure per le quali richiede l’intervento nell’ambito del progetto integrato di filiera;

      far sì che gli investimenti strutturali siano “cantierabili”;

      avere effettiva capacità di cofinanziare gli investimenti richiesti a proprio carico dichiarandosi disposto a dimostrare tale capacità direttamente al soggetto gestore, oltre che nelle singole domande di finanziamento, ove richiesto.

 

Art. 14 – Gestione del PIF LAZIO VALE – Impegni del beneficiario per la realizzazione degli investimenti

IL BENEFICIARIO (socio o non socio) SI IMPEGNA:

      A rispettare le limitazioni e gli obblighi della Misura PSR a cui ha aderito nell’ambito della PIF;

      A rispettare la tempistica prevista nell’ambito della PIF in riferimento all’attuazione degli interventi proposti;

      A fornire al Consorzio la documentazione utile alla verifica dei SAL e/o alla presentazione delle  rendicontazioni finali all’autorità di gestione; 

      A comunicare al Consorzio ogni eventuale variazione inerente la propria attività connessa alla realizzazione dell’intervento;

      A applicare e rispettare il modello di gestione innovativa della filiera forestale previsto dal progetto. 

OVE RICORRA IL CASO

per le aziende agricole a garantire il conferimento di almeno il 20% della produzione aziendale alle imprese di trasformazione e/o commercializzazione che partecipano alla progettazione integrata, mediante stipula di contratti di fornitura con durata di almeno tre anni a decorrere dalla data di accertamento finale delle opere oggetto di finanziamento;

per le imprese di trasformazione e/o commercializzazione a stipulare contratto di conferimento con tutti i produttori aderenti alla progettazione integrata garantendo che almeno il 70% del prodotto trasformato provenga direttamente da aziende agricole;

 

Art. 15 – Gestione del PIF LAZIO VALE – Obblighi nella realizzazione degli investimenti previsti

Il beneficiario deve realizzare gli investimenti richiesti e finanziati nell’ambito del progetto. Ciò al fine di garantire la realizzazione del Progetto Integrato di Filiera cui partecipa e a non  precludere i finanziamenti agli altri soggetti partecipanti.

Ove non fosse in grado di rispettare gli impegni assunti dovrà comunicarlo tempestivamente al Consorzio, fornendo la descrizione degli interventi e delle azioni che non verranno più realizzate dandone una dettagliata e valida motivazione giustificativa.

Il consorzio, su indirizzo dell’Assemblea dei beneficiari, valuterà l’opportunità di promuovere azioni di rivalsa nei confronti di coloro che, non rispettando gli impegni assunti,  potranno rendere difficoltosa la realizzazione complessiva del progetto.

 

Art. 16 – Gestione del PIF LAZIO VALE – Durata degli impegni

Gli impegni e accordi di cui al presente regolamento non potranno decadere prima del terzo anno successivo alla realizzazione degli interventi previsti nel progetto.

 

Art. 17 – Direzione tecnica

Il consorzio nomina una Direzione tecnica che assumerà anche la responsabilità tecnica della realizzazione del PIF Vale.

Il Responsabile tecnico dovrà essere un tecnico abilitato con adeguata esperienza nella gestione di progetti complessi finanziati dalla U.E., che potrà anche essere dipendente / collaboratore di una struttura societaria socia o non socia del Consorzio. In quest’ultimo caso il rapporto contrattuale – economico sarà con questa struttura.

Alla Direzione tecnica competono le attività di cui all’art. 6 del presente regolamento e quindi:  

·         Elaborazione del progetto definitivo e relativa presentazione all’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio, nel rispetto di quanto indicato all’art. 14 del Bando Progettazione integrata di Filiera pubblicato sul BURL n. 21 del 7-06-2008;

·         Coordinamento operativo della PIF attraverso la pianificazione, monitoraggio e il controllo dell’attuazione dei programmi di investimenti e delle attività dei singoli aderenti, finalizzato al buon esito del progetto;

·         Collaborazione con gli Organi consortili per la gestione dei rapporti con le autorità/istituzioni regionali gestori del Programma e con altri soggetti partecipanti non beneficiari.

Gli oneri relativi alla direzione tecnica trovano copertura nelle attività consortili.

La direzione tecnica svolge i compiti e ha i poteri di cui allo statuto e al presente regolamento.

 

Art. 18 – Gestione del PIF LAZIO VALE – Processi decisionali

Le iniziative dei singoli beneficiari sono gestite in piena autonomia e responsabilità fatto salvo quanto previsto dal presente regolamento e dal formale accordo.

Per la gestione delle attività comuni viene istituita l’ASSEMBLEA DEI BENEFICIARI della PIF che comprende sia i soci del consorzio che gli eventuali beneficiari non soci.

L’Assemblea dei beneficiari ha funzioni di indirizzo per la gestione delle attività comuni. Gli indirizzi della Assemblea dei beneficiari saranno formalizzati ed attuati dagli Organi statutari del Consorzio (Assemblea dei Soci, Consiglio di Amministrazione e Presidente).

L’Assemblea si riunisce su convocazione del Presidente o su richiesta di almeno 1/3 degli aventi diritto, è presieduta dallo stesso Presidente o suo delegato e delibera a maggioranza assoluta dei presenti alle adunanze.

L’assemblea potrà darsi un proprio regolamento di funzionamento che dovrà essere approvato dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio.

 

Art. 19 – Altri servizi consortili

Il socio e/o beneficiario del PIF VALE potrà richiedere al consorzio la realizzazione di altri servizi consortili, anche afferenti i progetti dei singoli beneficiari.

Per tali servizi si procederà ad appositi accordi.

 

Art. 20 - Funzionamento degli organi consortili

Per il funzionamento degli organi consortili si fa riferimento a quanto previsto dallo statuto.

Alle riunioni degli organi consortili partecipa, senza diritto di voto, la Direzione tecnica.

Le funzioni del segretario degli organi possono essere svolte dalla direzione tecnica.

 

Art. 21 - Criteri generali di riparto

Alle spese di organizzazione e gestione del consorzio si fa fronte con una percentuale su tutte le attività consortili.

A tal fine il Consiglio di Amministrazione stabilirà la percentuale che dovrà essere trattenuta dal consorzio su ciascuna attività consortile.

Per le attività compiute dal consorzio in nome o per conto dei singoli consorziati, le entrate e le uscite saranno ripartite tra i singoli consorziati interessati.

 

Art. 22 – Gestione del PIF LAZIO VALE – Costi consortili di gestione

I costi consortili di gestione afferenti le singole attività dei beneficiari del PIF VALE sono così determinati:

·         per attività che prevedano da parte della Regione Lazio una quota per spese generali inferiore al 3%: quota di costi consortili pari allo 0,50% (zero virgola cinquanta per cento)

·         per attività che prevedano da parte della Regione Lazio una quota per spese generali superiore al 3%: quota di costi consortili pari al 2% (due per cento)

Le percentuali si intendono calcolate sull’importo totale dei singoli investimenti al netto delle spese generali.

Per i partecipanti al PIF in qualità di “non beneficiari”, ma eventualmente destinatari degli interventi sarà dovuta una quota di contributo al consorzio il cui importo sarà determinato di volta in volta dal Consorzio di Amministrazione tenendo conto del beneficio ottenuto.

Il socio e/o beneficiario è tenuto al pagamento della quota di spese consortile sull’investimento previsto nel progetto definitivo, indipendentemente dalla eventuale realizzazione parziale dell’intervento.

 

Art. 22 – Gestione del PIF LAZIO VALE – Modalità di pagamento dei costi consortili di gestione

I costi consortili di gestione afferenti le singole attività dei beneficiari del PIF VALE saranno pagati dagli stessi al consorzio a seguito di regolare fatturazione per i servizi consortili resi nell’ambito del PIF con le seguenti modalità:

·         50% alla approvazione del progetto PIF e del progetto del singolo beneficiario;

·         50% al raggiungimento del 50% dello Stato di Avanzamento del Progetto del singolo beneficiario.

I costi consortili saranno saldati per intero dal beneficiario anche ove lo stesso non realizzasse pienamente il progetto richiesto a finanziamento.

 

Art. 23 - Finanziamenti del consorzio

Le spese per la gestione del consorzio sono totalmente coperte dalle attività di gestione, salvo specifici contributi da parte dello Stato, della regione o di altri enti pubblici.

 

Art. 24 - Gestione finanziaria

La contabilità e i bilanci del Consorzio sono tenuti e redatti secondo la normativa civilistica e fiscale applicabile.

La gestione economica e finanziaria del consorzio è tenuta secondo i criteri di oculata prudenza.

Le previsioni del bilancio sono formulate secondo la classificazione delle entrate e delle spese atte a rappresentare le articolazioni finanziarie dei progetti e delle attività.

Gli eventuali disavanzi di gestione dovranno trovare copertura con gli avanzi di gestione degli anni successivi o, in mancanza, essere coperti dai soci in proporzione alla quota posseduta nel fondo consortile.

Gli eventuali avanzi di gestione, non utilizzati ai sensi del comma precedente, potranno essere accantonati in bilancio in un fondo del passivo vincolato alla realizzazione di iniziative che rientrano nell’oggetto del consorzio o di investimenti, in esenzione da imposizione fiscale ai sensi dell’art. 7 della L. 240 del 21 maggio 1981, ed utilizzati entro il secondo esercizio successivo.

 

Art. 25 – Violazioni

Tutti gli articoli di cui si compone il presente regolamento si intendono vincolanti per il socio e/o beneficiario del PIF VALE e per il Consorzio.

In caso di infrazione alle disposizioni dello statuto, del regolamento interno o delle delibere degli organi del consorzio, il presidente invita il socio inadempiente a presentare per iscritto le eventuali giustificazioni e convoca immediatamente il consiglio di amministrazione per i conseguenti provvedimenti e per stabilire le eventuali sanzioni.

Qualora l'inadempienza del socio non assuma gravità tale da meritare l'esclusione secondo quanto previsto dallo statuto, sono applicabili le seguenti sanzioni:

a) per morosità nel versamento delle quote di ogni tipo, nel pagamento o nel rimborso delle spese, nel risarcimento del danno o nel soddisfacimento di qualsiasi altra obbligazione pecuniaria nei confronti del consorzio o di un altro socio sono dovuti gli interessi per tutto il periodo del ritardo computati ad un saggio pari al doppio del tasso di interesse legale. Se la morosità si protrae per oltre quattro mesi, su proposta del consiglio di amministrazione, l'assemblea può deliberare l'esclusione del socio moroso dal consorzio.

b) per inadempienza degli obblighi assunti dal consorzio per conto dei consorziati nei confronti di terzi in relazione a lavori od altre prestazioni, su proposta del consiglio di amministrazione, oltre all'addebito al socio inadempiente delle maggiori spese e del danno subito, l'assemblea può escludere il socio dalla partecipazione all'organizzazione comune fintantoché non sarà in grado di dimostrare di aver raggiunto la capacità tecnica ed operativa che risponda alle esigenze cui il consorzio deve soddisfare ed al prestigio indiscusso di cui deve godere.

Per le violazioni gravi che comportino l’impossibilità di proseguire il rapporto consortile sarà applicata l’esclusione dalla compagine sociale previa delibera dell’Assemblea dei soci.

Gli oneri derivanti da gestione tecnica e/o delle attività che comportino a causa di colpa o dolo danni al consorzio (multe, more, spese legali, ecc.) sono da addebitarsi al socio e/o beneficiario del PIF VALE che li ha procurati.

 

Art. 26 - Controversie

La risoluzione di eventuali controversie tra soci e tra questi e il Consorzio, in ordine all'interpretazione del presente Regolamento e dello Statuto, è demandata ad un arbitro unico nominato dal Presidente del Tribunale di Roma, attivato dalla parte diligente, che deciderà anche irritualmente.

L’arbitro giudicherà secondo equità e con piena libertà di forma, salvo il diritto di contraddittoria.

Il lodo sarà inappellabile e dovrà essere reso entro sessanta giorni, salvo il caso in cui le questioni da risolversi abbiano diretta influenza sullo svolgimento dell'attività del consorzio. In questo caso, il termine massimo sarà di trenta giorni. La sussistenza o meno, del caso di urgenza sopra previsto è rimessa alla decisione del consiglio di amministrazione.

 

Art. 27 – Disposizioni finali

Per quanto non contemplato sullo statuto e sul presente regolamento si fa riferimento alla normativa vigente in quanto applicabile e alle decisioni legittimamente assunte dagli organi consortili.

Si intendono parte del presente regolamento tutte le decisioni legittimamente assunte dal Consiglio di Amministrazione e dall’Assemblea dei soci, nonché quanto previsto dagli schemi di convenzioni particolari con i soci e/o beneficiari del PIF VALE.

Si intende inoltre allegato e facente parte del presente regolamento la stesura definitiva approvata dalla Regione Lazio del PIF VALE.

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