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La gestione attiva del bosco è la miglior forma di prevenzione degli incendi boschivi

pubblicato 14 lug 2017, 07:49 da Talucci Gasper Rino

pubblicato 3 ore fa da Presidenza ForestAbruzzo   [ aggiornato in data 3 ore fa ]
Risultati immagini per incendi boschivi abruzzoNumeri impietosi e classifiche che non si vorrebbe mai stilare. 
Superfici boschive quantificabili in oltre i 25.000 ha di bosco persi nelle fiamme pari a oltre il 90% della superfice persa in tutto il 2016. 
Tristemente in testa la Sicilia con oltre 13.000 ha seguita dalla Calabria con poco meno di 6.000 ha e la Campania con oltre 2.000 ha. 
A seguire Lazio, Puglia, Sardegna, Marche, Toscana , Umbria, Basilicata.
In Abruzzo, sinora, 328 ettari.
Un autentico bollettino di guerra. 
Dichiarazioni anch'esse di fuoco da più parti cercando un capro espiatorio ....chi punta il dito su bande organizzate....
Tutto molto triste.
Evitiamo di dire "io l'avevo detto".
Non uniamoci al coro di quelli del "giorno dopo".
Ora che il disastro urta le sensibilità dell'opinine pubblica con forza si parli di gestione attiva del bosco come la migliore prevenzione possibile.
E magari acceleriamo i tempi di approvazione della nuova legge forestale nazionale.....che parla un pò più di gestione attiva del bosco e un pò meno di bosco-museo.
Convinciamo con politiche di comunicazione serie che l'uomo che coltiva il bosco anche con l'utilizzo della motosega fa prevenzione dei disastri ed economia
Diciamo che una gestione forestale attiva permette una buona prevenzione degli incendi boschivi (oltre che del dissesto), conseguenza di un efficace utilizzo delle risorse forestali che permette bosco di esprimere tutte le sue opportunità e potenzialità, non solo protettive, ambientali e paesaggistiche, ma anche produttive
Nasca un movimento d'opinione che parla di bosco attivamente gestito e del grande valore per i servizi ecosistemici che restituisce, a partire dall'assorbimento della Co2 e dalla difesa dell'assetto idrogeologico del territorio.
E in Abruzzo si eliminino finalmente a livello regionale i lacci e laccuoli burocratici che di fatto bloccano le normali attività forestali
Si semplifichino procedure e progettualità
, rendendo finalmente normale l'utilizzo delle nuove tecnologie, così da ridurre i costi e rendere economicamente sostenibili gli interventi.
Si torni a parlare di mantenere attiva e percorribile la viabilità forestale, si favorisca la innovazione e la meccanizzazione delle attività, eliminando quelle prescizioni da medioevo quali l'obbligo dell'esbosco a mulo anche dove potrebbero essere efficacemente utilizzati mezzi meccanici.
Si usino utilmente, anche nel settore forestale, i fondi europei del PSR, facendo in modo che gli uffici regionali ne favoriscano l'utilizzo, e non, invece, rendano talmente complicate le procedure da scoraggiare la sola presentazione delle domande.
In Abruzzo abbiamo migliaia di ettari di pinete a rischio incendio, non è meglio lavorarle prima di vederle bruciare?
Il migliore propellente per l'incendio è l'abbandono

I Consorzi e le associazioni forestali d'Abruzzo 

(liberamente tratto ed integrato da comunicato Federforeste)

19 giugno 2012 - Rocca Priora (RM) - Seminario sulla certificazione forestale

pubblicato 13 giu 2012, 07:05 da Talucci Gasper Rino   [ aggiornato in data 13 giu 2012, 07:07 ]

Il Distretto Agroalimentare di Qualità dei Castelli Romani e Monti Prenestini 

In collaborazione con il

Consorzio V.A.L.E. (Valorizzazione Ambientale per il Legno e l’Energia)

 è lieto di invitarLA all'incontro  sul tema:

La certificazione delle foreste e del legno per la  valorizzazione del settore forestale nei Castelli Romani e Monti Prenestini 

 che si terrà

Martedì 19 Giugno 2012 - Ore 16.30

Sala Riunioni della Comunità Montana - Via della Pineta 117, Rocca Priora (RM)

PROGRAMMA

Coordina i lavori Gasper Rino Talucci - Presidente Consorzio Vale

Ore 16,30 Inizio lavori 

 Intervengono  

- Giuseppe De Righi - Presidente ATS Comitato Promotore del Distretto delle Eccellenze dei Castelli Romani e Prenestini

- Dott. Stefano Sbaffi – Dirigente Dipartimento Istituzionale e Territorio - Direzione Generale Agricoltura - Regione Lazio

- Dott.ssa Marina Rabagliati Candida - Dirigente Conservazione Natura e Foreste - Direzione Generale Agricoltura - Regione Lazio

 Relazioni tecniche

- Prof. Davide  Pettenella - Dipartimento Sistemi Agroforestali – Agripolis Padova – “La certificazione forestale come opportunità di valorizzazione delle risorse forestali”

- Dott.ssa Marina Paolucci - Responsabile Progetto P.I.F. – “Progetto di Cooperazione per lo sviluppo di processi di certificazione secondo gli schemi FSC e PEFC”

- Prof.ssa Manuela Romagnoli Università della Tuscia – “Certificazione del prodotto legno”

 Comunicazioni degli schemi di certificazione forestale

- Antonio Brunori - Segretario Generale del PEFC Italia

 - Mauro Masiero - Segretario  Generale FSC Italia

 Ore 19,30 Conclusione dei lavori


Attività cofinanziata dalla Regione Lazio - Piano di Sviluppo Rurale Lazio 2007-2013

(Iniziativa realizzata nell’ambito del Progetto di Cooperazione per lo sviluppo di processi di certificazione secondo gli schemi FSC e PEFC - Misura 124 PSR 2007-2013 Regione Lazio – Beneficiario ATS Comitato Promotore del Distretto delle Eccellenze dei Castelli Romani e Prenestini - Progettazione Integrata di Filiera (P.I.F.)  Valorizzazione Ambientale per il Legno e l’Energia- V.A.L.E. – Cod. PIF RL067)

Incontro con dott. Stefano Sbaffi della Regione Lazio

pubblicato 18 nov 2011, 06:59 da Talucci Gasper Rino

Vi informiamo che abbiamo richiesto ed ottenuto un incontro con il Dott. Stefano Sbaffi, dirigente competente della Regione Lazio, per ottenere informazioni circa alcune questioni sollevate dai beneficiari.

L’incontro ha permesso di acquisire le seguenti notizie:

1.    il 30% di riduzione del progetto della PIF che ai sensi del bando potrebbe provocare la revoca di tutti i finanziamenti è da riferirsi al totale del progetto e non alle singole misure, il che, ad oggi, ci mette al riparo da eventuali revoche;

2.    non è possibile trasferire quote finanziare da un beneficiario all’altro o a nuovi beneficiari, come invece sembrava possibile fare ai sensi del bando, per cui eventuali rinunce a tutto o parte di finanziamenti andrebbero definitivamente perdute;

3.    la Regione non ritiene i termini per l’accettazione dei contributi attraverso la sottoscrizione dell’atto di finanziamento come perentori, per cui è possibile accettare il finanziamento anche dopo i termini indicati nella comunicazione;

4.    la Regione è disponibile a valutare casi particolari di realizzazione dei progetti in caso di difficoltà del beneficiario originale, attraverso l’attività di soci, convenzioni, ecc.

 

Risposta della Regione Lazio

pubblicato 5 ago 2011, 01:07 da Talucci Gasper Rino

Con nota n° 325758 del 21 luglio 2011 (in allegato) la Regione Lazio ha risposto al nostro ultimo sollecito relativo alla definizione della richiesta di riesame di diversi progetti non ammessi del nostro PIF comunicando che, da un lato che la richiesta di riesame è nelle mani degli Uffici che hanno effettuato la prima istruttoria, e quindi degli uffici periferici della Regione stessa, dall’altra che, nelle more di tale riesame che, par di capire, non avrà tempi brevi, il PIF può essere realizzata con i progetti già ammessi.

Sollecito alla Regione per la partenza del PIF VALE

pubblicato 19 mag 2011, 02:27 da Talucci Gasper Rino   [ aggiornato in data 19 mag 2011, 02:34 ]

Il Consorzio V.A.L.E. ha inviato il 19 maggio 2011 alla Regione Lazio la seguente nota per sollecitare la partenza del Progetto Integrato di Filiera Valorizzazione Ambientale Legno Energia.


"Con Determinazione A6900 del 13 dicembre 2010 di concessione del finanziamento e successivo provvedimento n° IntF022 del 15 dicembre 2010 la Regione Lazio ha ammesso e finanziato il Progetto Integrato di Filiera presentato da questo Consorzio.

Con nota n° 3-11 del 24 gennaio 2011 questo Consorzio, a seguito di precedente incontro, richiedeva il riesame di alcuni progetti di singoli beneficiari non ammessi a finanziamento. Con nota n° 4-11 del 25 gennaio 2011 rinviavamo al competente ufficio “Area politiche distrettuali e di filiera” il provvedimento sottoscritto per accettazione.

Da quel momento alcuna comunicazione è più pervenuta né al Consorzio né ai singoli beneficiari. E ciò né sull’esito dei riesami richiesti, né sono pervenuti ai beneficiari ammessi i singoli decreti di finanziamento.

Ciò, ovviamente, ha provocato il blocco totale delle attività del Progetto Integrato di Filiera.

Considerato il tempo trascorso siamo a richiedere notizie sull’esito dei riesami richiesti e l’emanazione dei singoli decreti di finanziamento.

Su quest’ultimo punto si consideri che ulteriori ingiustificabili ritardi nella emanazione dei singoli decreti di finanziamento rischiano di mettere in forse la realizzazione dei progetti, soprattutto da parte dei beneficiari pubblici, ma anche dei beneficiari privati."

Nota inviata ai BENEFICIARI NON AMMESSI del PIF

pubblicato 2 mar 2011, 02:22 da Talucci Gasper Rino

Come concordato questo Consorzio ha inviato la nota n° 3-11 del 24 gennaio 2011 alla Regione Lazio (Dott. Roberto Ottaviani - Direttore Generale e al Dott. Stefano Sbaffi - Dirigente Area politiche distrettuali e di filiera) per chiedere il riesame dei progetti non ammessi nell'ambito della filiera (il testo della nota è disponibile fra le news del nostro sito www.pifvale.net ).

Pur non avendo ad oggi ottenuto risposta ufficiale, in via informale ci è stato comunicato che, per tutti i progetti non ammessi, è stato richiesto agli uffici periferici un supplemento di istruttoria.

Può essere quindi molto utile che contattiate i funzionari di questi uffici, alla luce di quanto noi segnalato, per sostenere le tesi che ci portano a ritenere che quei progetti possono essere ammessi e finanziati.

Nota di VALE alla Regione Lazio per chiedere il riesame dei progetti non ammessi

pubblicato 24 gen 2011, 07:48 da Talucci Gasper Rino   [ aggiornato in data 24 gen 2011, 08:16 ]

Il Consorzio V.A.L.E. ha inviato la seguente nota (n° 3-11 del 24 gennaio 2011) alla Regione Lazio (Dott. Roberto Ottaviani - Direttore Generale e al Dott. Stefano Sbaffi - Dirigente Area politiche distrettuali e di filiera) per chiedere il riesame dei progetti non ammessi nell'ambito della filiera.


Facciamo seguito alla Determinazione A6900 del 13 dicembre 2010 di concessione del finanziamento e successivo provvedimento n° IntF022 del 15 dicembre 2010 con cui la Regione Lazio ha ammesso e finanziato il Progetto Integrato di Filiera presentato da questo Consorzio.

Dall’esame del provvedimento è emerso che diversi progetti presentati da singoli beneficiari risultano non ammessi a fronte di, secondo noi, evidenti carenze procedurali nell’iter istruttorio.

Si segnala in particolare:

Misura 111

La domanda presentata dal beneficiario LAZIO FORM non risulta né fra le domande ammesse né fra quelle non ammesse, pur essendo stata regolarmente presentata. Il fatto che di tale richiesta di finanziamento non si avesse traccia non è stata fatta alcuna comunicazione né al singolo beneficiario né a questo Consorzio.

Misura 122

Le domande dei beneficiari Giovannelli Luigi Martino, Pesciaroli Francesca e Consorzio Forestale dei Monti Simbuini sono state le prime due non ammesse per “mancanza dello strumento di pianificazione forestale e documentale, nonostante le richieste di integrazione” e l’ultima per “mancanza dello strumento di pianificazione forestale e documentale”.

Ebbene a nessuno dei beneficiari suddetti e mai pervenuta alcuna comunicazione né di inizio della istruttoria, né tantomeno richieste documentali. L’unica notizia circa l’esito dei progetti si è avuta dalla lettura del provvedimento relativo alla PIF citato sopra.

Tale mancanza di comunicazione ha reso impossibile ai beneficiari risolvere le eventuali carenze che l’istruttore avesse voluto evidenziare. Si ricorda infatti che, ai sensi del bando, lo strumento di pianificazione forestale doveva essere solo risultare “presentato presso la struttura regionale competente”. E che quindi, a fronte di comunicazione dell’istruttore, avrebbero potuto agevolmente ottemperare. Si ricorda come, come da determinazione n° C0815 del 9 aprile 2009, anche la Commissione di cui all’art. 15 del bando pubblico per la progettazione integrata di filiera ha “la più ampia facoltà di richiesta di integrazioni concernenti requisiti e documentazione relativi ai singoli PIF presentati, anche avuto riguardo alla ricevibilità ed ammissibilità degli stessi”.

Misura 125

Il progetto presentato dal Comune di Caprarola è stato non ammesso per “Carenza documentale nonostante richieste di integrazione”. Il beneficiario ha però provveduto all’invio di quanto richiesto con nota del 27.5.2010, senza che si abbia mai avuto notizie dell’esito.

Il progetto del Comune di Barbarano Romano è stato dichiarato non ammesso per “incoerenza interna degli investimenti proposti”. Con nota pervenuta al Comune il 22 maggio 2010 a firma del dirigente Area decentrata Agricoltura di Viterbo era stata richiesta una integrazione documentale consistente nel “verbale di validazione del progetto ai sensi dell’art. 47 del DPR 554/99” e nessuna altra documentazione. Con nota del 21 maggio 2010 il Comune provvedeva all’invio di quanto richiesto. Con nota dell’1 dicembre 2010 veniva comunicata la non ammissione del progetto per “mancata coerenza interna con il PIF in quanto gli interventi proposti ricadono su viabilità non funzionale alle attività forestali oggetto del progetto integrato di filiera”. Tale motivazione appare perlomeno riduttiva facendo intendere che le attività di cui alla misura avrebbero potuto essere realizzate solo a servizio diretto di interventi finanziati dalla Regione Lazio all’interno del progetto di filiera. In realtà il Comune di Barbarano Romano, parimenti a quello di Caprarola, sono parte del Consorzio Forestale Tuscia, che ha aderito alla PIF quale soggetto non beneficiario, gestore delle attività forestali nell’ambito dei suddetti comuni. Pertanto l’intervento proposto dal beneficiario, e anche dall’altro beneficiario Comune di Caprarola ove la motivazione non ancora accertata fosse la stessa, rientra perfettamente a vantaggio del progetto Integrato di Filiera, sia pur di aderente al progetto non beneficiario, come espressamente previsto dalla normativa.

 

Inoltre si segnalano ulteriori incongruenze, di carattere più sostanziale, evidenziate dall’esame dei progetti non ammessi, quali:

 

Misura 123

Il progetto presentato dal beneficiario Lago di Vico Soc. Coop. non è stato ammesso  per “Carenza del requisito soggettivo (non è micro, piccola o media impresa)”. In realtà in data 15 giugno 2010 tale esito era stato comunicato al beneficiario con nota a firma del Dirigente dell’Area decentrata di Viterbo in cui veniva citato l’art. 3 del bando consolidato per la misura (DGR 723/2008), ma solo nella prima parte in cui si afferma che l’aiuto è concesso alle “microimprese forestali, secondo la definizione della raccomandazione 2003/361/UE, singole o associate operanti nel settore dell’utilizzazione e della trasformazione dei prodotti legnosi allo stato grezzo.dimenticando la seconda parte e quindi “Ovvero le imprese boschive, consorzi e cooperative, titolari di partita IVA con codici attività economiche 0. e 2. regolarmente iscritte presso le Camere di Commercio Industria, Agricoltura e Artigianato.”. In tale categoria rientra perfettamente il richiedente. Tale incongruenza è stata segnalata in data 30 giugno 2010 dal beneficiario, che ha anche confermato tutti i dati di iscrizione richiesti.

Nella nota inoltre il beneficiario faceva presente che anche il dato occupazionale della cooperativa accertato dall’istruttore è relativo al periodo in cui è stato fatto tale accertamento. Essendo infatti i lavoratori in massima parte a tempo determinato ove, ad esempio, l’accertamento fosse fatto in questo periodo la cooperativa rientrerebbe nei canoni della micro impresa avendo meno di dieci dipendenti.

 

Misura 121

I progetti presentati dai beneficiari Azienda Agricola Chinnucci Soc. Semplice, Vicarello S.p.A. e Azienda Forestale La Bronca Soc. Semplice Agr. sono stati tutti non ammessi in quanto “Investimenti nel settore foresta legno i cui prodotti non sono ricompresi nell’allegato 1 del trattato dell’Unione europea e quindi, ai sensi dell’art. 7.1 del bando misura 121, non finanziabili”. Ci si domanda a questo punto quale senso avesse l’inserimento della misura 121 nell’ambito della PIF del settore foresta – legno, in considerazione che lo stesso art. 9 del bando prevede che la PIF in questo settore deve perseguire “il miglioramento dei criteri e delle modalità di gestione delle risorse presenti negli ambienti forestali e perseguendo la valorizzazione economica dei boschi regionali attraverso la promozione dei prodotti legnosi, ivi compresi i servizi, nonché favorendo il contenimento dei costi di gestione”.

Si ricorda quanto espresso all’art. 7.1 del  bando consolidato della misura 121 in cui si specificavano le filiere produttive a cui è concesso il sostegno. Tra queste, in fondo all’elenco, si indica la filiera foresta-legno segnalando una volontà manifesta della Regione Lazio di sostenere il settore del legno.

Risulta evidente che ciò delinea una contraddizione nei termini espressivi dell’articolo tra l’elenco dei prodotti dell’Allegato I del Trattato dell’Unione Europea e la volontà regionale nella stesura dei bandi.

La stessa volontà viene ribadita all’art. 7.2 dove sono enunciati gli interventi e le spese ammissibili: al punto 11) dell’articolo si esprime come spesa ammissibile la   “..realizzazione di nuovi impianti di colture arboree ed arbustive poliennali, inclusi quelli finalizzati alla produzione di biomasse da impianti forestali a rapido accrescimento..” .   questo riafferma che la produzione primaria di legno rientra tra le spese ammissibili e legittimate a ricevere il sostegno previsto dal PSR.

La stessa volontà regionale, come indicato precedentemente, risulta espressa nel bando generale della PIF che definisce la filiera foresta-legno, nel suo complesso, come uno dei settori produttivi primari da sostenere e promuovere. Per tali considerazioni la contraddizione espressa dall’art. n. 7.1 del bando consolidato della misura 121 non può essere interpretata in senso restrittivo per le aziende agricole che nell’ambito della filiera hanno predisposto e presentato il proprio progetto in relazione a tutto quello che è indicato nel bando stesso.

E’ secondo noi negativo che i progetti siano stati valutati singolarmente e non nel contesto della PIF come previsto dal bando regionale e quindi non sono stati valutati per il contributo degli stessi agli obiettivi del progetto di filiera, non tenendo conto che la progettazione preliminare, che è stata valutata complessivamente, era stata valutata dalla commissione PIF ed era stata resa ricevibile con nota n° 69850 del 11 giugno 2009 della Regione Lazio.

Infatti tale questione, che possiamo certamente definire “di principio” non è mai stata evidenziata né nella fase di presentazione della PIF e delle relative schede allegate, nelle quali veniva perfettamente evidenziata la misura richiesta, il soggetto beneficiario e il tipo di investimento proposto, né nella successiva fase di avvio del procedimento e ricevibilità dei singoli progetti. Col che i beneficiari venivano indotti in errore dalla stessa pubblica amministrazione, ritenendo che al quel punto i progetti avrebbero potuto essere non ammessi solo per evidenti carenze progettuali. Mossi da tale convinzione alcuni dei beneficiari hanno comunque realizzato l’investimento, trovandosi oggi in estrema difficoltà in mancanza di finanziamento.

Evidenziamo come nel PSR non mancano certo finanziamenti per attività non agricole, perché non rientrati nell’allegato 1 del trattato U.E., svolti da soggetti agricoli, basti pensare alla misura di sostegno alle attività agrituristiche. Tali soggetti però rientrano nella applicazione del regime “de minimis”. A tale regime i beneficiari suddetti sono disponibili a soggiacere al fine di una soluzione della questione.

 

Per quanto sopra, al fine di evitare un contenzioso non produttivo né per l’amministrazione né per i beneficiari, siamo a richiedere il riesame degli atti relativi agli interventi non ammessi sopra evidenziati, con relativa modifica/integrazione dei provvedimenti relativi alla PIF.

 

Siamo ovviamente a disposizione per ogni chiarimento, incontro o qualsiasi altra necessità.

Distinti saluti


Dott. For. Marina Paolucci - Responsabile tecnico

Gasper Rino Talucci - Presidente

Risultanze incontro con la Regione Lazio

pubblicato 20 gen 2011, 09:40 da Talucci Gasper Rino

Si è svolto martedì 19 gennaio 2011 il previsto incontro di una delegazione del Progetto Integrato di Filiera V.A.L.E., guidata dal Presidente Gasper Rino Talucci e dal responsabile tecnico Dott. Marina Paolucci, con la Regione Lazio per affrontare i problemi relativi ai progetti dei beneficiari non ammessi.

Alla riunione, come previsto, hanno partecipato il Direttore Dott. Roberto Ottaviani,  il dirigente dell'area Dott. Stefano Sbaffi e la Dott. Teresa Brandizzi.

Nella riunione sono stati affrontati tutti i temi relativi alla mancata ammissione dei progetti a partire dalle carenze negli iter procedurali, con particolare evidenza delle mancate comunicazioni ai beneficiari dell'iter procedurale stesso, alle questioni più sostanziali.

Al termine della riunione si è convenuto che il Consorzio, in qualità di rappresentante dei beneficiari, evidenziasse tali carenze con una nota che eventualmente, ove ritenuta valida, fosse propedeutica della revisione degli atti di ammissione della PIF.

Il Consorzio ha quindi preparato una bozza di tale nota attualmente al vaglio dei beneficiari che sarà inviata alla Regione Lazio.

Incontro il 19 gennaio di VALE con la Direzione Agricoltura della Regione Lazio

pubblicato 17 gen 2011, 06:41 da Talucci Gasper Rino   [ aggiornato in data 17 gen 2011, 07:15 ]

L'incontro del 14 gennaio 2011 dei beneficiari del PIF VALE ha evidenziato una serie di problemi derivanti dalla mancata ammissione di singoli progetti facenti parte del Progetto Integrato di Filiera.

In particolare:

1) risultano non ammessi tre progetti della Misura 121 in quanto "Gli investimenti nel settore foresta - legno i cui prodotti non sono ricompresi nell'Allegato 1 del trattato dell'Unione Europea e quindi, ai sensi dell'art. 7.1 del Bando misura 121, non finanziabili"

2) non finanziabile un progetto della misura 123 in quanto "non è microimpresa"

3) due progetti della misura 125 uno per "carenza documentale nonostante richieste di integrazione" e l'altro per "incoerenza interna degli investimenti proposti"

4) tre progetti della misura 122 per "mancanza dello strumento di pianificazione forestale"

5) Il progetto della misura 111 di Lazio Form non risulta nè fra quelli ammessi nè fra i non ammessi, pur essendo stato regolarmente presentato.

Su tutti questi casi i beneficiari hanno evidenziato incongruenze nella gestione delle istruttorie che rendono indispensabile una attenta verifica.

Per affrontare le questioni aperte si è richiesto un incontro alla Regione Lazio, incontro fissato per MERCOLEDI' 19 gennaio 2011 alle ore 15,00 presso la Direzione Agricoltura.

La delegazione di VALE incontrerà quindi il Direttore Generale Dott. Roberto Ottaviani e il il Dirigente dell'Area politiche distrettuali e di filiera Dott. Stefano Sbaffi.

I beneficiari che volessero far parte della delegazione di VALE sono pregati di contattare - con urgenza - la Dott. Marina Paolucci.

Riunione P.I.F. V.A.L.E.

pubblicato 5 gen 2011, 06:47 da Talucci Gasper Rino   [ aggiornato in data 5 gen 2011, 06:59 ]

Con Determinazione A6900 del 13 dicembre 2010 e successivo provvedimento del 15 dicembre 2010 la Regione Lazio ha ammesso e finanziato il Progetto Integrato di Filiera V.A.L.E - PIF RL067 .

Al fine di dare inizio alle attività del progetto è stato convocato un incontro per VENERDI’ 14 gennaio 2011 alle ore 9,30 presso la sede del Consorzio c/o Confcooperative Lazio a Roma in Via Val Brembana, 1.

All’incontro è gradita la partecipazione del rappresentante legale o di un suo delegato (con delega scritta) nonché di un referente tecnico.

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